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Confido di essere stato positivamente colpito dall’iniziativa posta in essere dalla Presidenza del Consiglio Regionale e promossa dalla VI Commissione Consiliare Permanente “Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica” conclusasi un paio di ore fa presso la Sala Mechelli – Consiglio Regionale del Lazio e intitolata “Verso la nuova legge regionale sul servizio idrico integrato”. Colpito soprattutto per la partecipazione e per la qualità degli argomenti trattati grazie ai relatori, ma anche agli intervenuti, che hanno saputo entrare nel dettaglio della paradossale situazione che stiamo vivendo, come Comune e come comunità.

Come amministratore locale di un Comune che recentemente ha visto notificarsi tre lettere di sollecito al passaggio coattivo del servizio idrico al gestore unico di Ato-2 ma soprattutto come cittadino che nel giugno del 2011 – quando era agli inizi dell’esperienza amministrativa – votò a favore dell’acqua pubblica, ringrazio la Consigliera Regionale Cristiana Avenali per aver riavviato la fase di concertazione e sponsorizzazione del percorso per l’approvazione della Proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare n. 31 avente ad oggetto “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”. Una iniziativa di particolare rilevanza a mio giudizio perché ha avuto il pregio di mettere in una unica sala la Regione Lazio, rappresentata dall’Assessore Fabio Refrigeri, dal Presidente della Commissione Enrico Panunzi, dalla Consigliera stessa e da numerosi Consiglieri Regionali presenti in aula, nonché numerosi Sindaci dei Comuni della Regione Lazio, rappresentanti dei comitati dei cittadini (soprattutto quelli che si fecero promotori del Referendum), Presidenti di Enti, cittadini, stampa, etc etc. Ma anche relatori di assoluto valore (Emanuele Lobina, Alberto Lucarelli, Mirko Tutino, Simona Savini, Bengasi Battisti) che hanno illustrato scenari di successo nei processi di ripubblicazione del servizio idrico (sia Italiani che internazionali) e il quadro normativo (o meglio il “deserto normativo” per usare le parole del Prof. Lucarelli) in cui si sta inserendo il procedimento di approvazione della suddetta legge. Assenti i rappresentanti degli ambiti territoriali o delle segreterie tecniche degli stessi e dei soggetti attuatori (se presenti non si sono ufficialmente presentati).

L'acqua deve restare pubblica

L’acqua deve restare pubblica

Due sono gli elementi, che a mio avviso occorre evidenziare con forza, emersi nella fase dibattimentale:

  1. l’urgenza di definire una “moratoria” in tempi brevissimi: si tratta di un atto d’impegno da parte della Regione Lazio che di fatto sospende qualsiasi procedimento in corso e relativo al passaggio coattivo del servizio idrico al gestore unico. Come è stato evidenziato da più di un intervento è più che mai urgente bloccare la forzatura a cui sono sottoposti i Comuni che non hanno aderito all’Ato o quelli che – come nel nostro caso – hanno aderito ma non hanno completato il passaggio del servizio idrico al gestore unico. Questo perché diversamente assisteremmo ad una vera e propria violazione delle indicazioni pervenute dalla “democrazia diretta” del Referendum oltre a rendere vano lo sforzo profuso per l’approvazione di una legge che non avrebbe poi nessun Comune aderente se questi saranno tutti costretti a passare al gestore unico. Non vi è altro modo, a giudizio di molti degli intervenuti e anche del sottoscritto, per riappacificare la politica con l’opinione pubblica e per riconoscere la sovranità popolare che è poi alla base del principio del Referendum. Oltretutto, aggiungo, cedere o meglio “consegnare forzatamente” il servizio idrico ad Acea Ato-2 Spa sarebbe oggi una vera beffa e un grave danno ai conti pubblici visto che il nostro Comune e la Regione Lazio hanno finanziato e finanzieranno gli impianti di trattamento dell’arsenico e del fluoruro nell’acqua. A specifica domanda su come e in quanto tempo sarà possibile pervenire all’approvazione di un atto d’impegno da parte della Regione Lazio che sospenda i procedimenti coattivi in corso è giunta rassicurazione da parte della Consigliera Avenali che ha detto “è un mio preciso impegno a far si che questo si concretizzi anche perché questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore”. Di questo io sono particolarmente soddisfatto e per questo la ringrazio personalmente;
  2. riavviare il procedimento approvativo, i cui termini sono in scadenza per marzo 2014 (dopodiché la Regione sarà costretta ad indire un Referendum Regionale in tal senso), per giungere nel più breve tempo possibile ad un testo della Legge Regionale da sottoporre al Consiglio per la sua approvazione definitiva. L’Assessore Refrigeri è stato su questo rassicurante affermando che “è intenzione del Presidente Zingaretti far si che si porti a compimento il procedimento di approvazione di questa legge che va nella stessa direzione della campagna elettorale”.

Complessivamente quindi fa ben sperare quanto accaduto oggi a Via della Pisana, la strada è ancora lunga certo, ma quanto meno oggi si è esplicitato l’impegno da parte della Regione Lazio a voler proseguire su questa strada.

In coda all’incontro ho concordato con il Sindaco di Corchiano Bengasi Battisti di collaborare alla stesura di una bozza di una moratoria da sottoporre alla Consigliera Avenali che – come precedentemente detto – si è offerta di portarla al tavolo della Giunta Regionale nel più breve tempo possibile.

Assessore all’Ambiente
Enrico Stronati

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