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Sindaco Pizzorno: dopo 12 anni di promesse e inerzia termina l’emergenza arsenico per l’acquedotto del Biadaro, in attesa del risultato delle analisi delle acque distribuite dall’acquedotto di Ponton dell’Elce

«Dopo 12 anni termina l’emergenza arsenico di quasi diecimila abitanti di Anguillara Sabazia serviti dall’acquedotto del Biadaro, inizia da oggi l’uso potabile delle acque distribuite nelle case dei quartieri a cavallo della Via Anguillarese partendo dalla rotatoria (incrocio tra Via Anguillarese e Via di Ponte Valle Trave / Strada Vicinale dei Vignali) ovvero Colle Biadaro, Zona Case Popolari, Residenza Claudia, Stazione, Campo Marinaro». A dare l’annuncio della firma dell’ordinanza (Ordinanza n. 70 del 03/07/2013) di revoca del divieto d’uso potabile dell’acquedotto del Biadaro è il Sindaco Francesco Pizzorno.

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«I valori – riferisce l’Assessore all’Ambiente, Enrico Stronati – dell’arsenico in questo acquedotto sono scesi da 26 microgrammi/litro a meno di 1 microgrammo/litro» (vedi PDF analisi della Asl/Arla Lazio).

Il risultato è stato ottenuto grazie all’entrata in funzione di uno dei due impianti di filtraggio a nolo che permette finalmente di rifornire di acqua potabile più della metà della popolazione di Anguillara. «Oltre ad aspettare le analisi dell’acqua di PdE che ci permetteranno di revocare anche lì l’ordinanza, stiamo già lavorando – dice il Sindaco Pizzorno – per arrivare ad avere impianti definitivi, di proprietà dell’amministrazione comunale, sfruttando i 400 mila euro giunti finalmente dalla Regione Lazio grazie alla Giunta Zingaretti e che dovremo impegnare entro ottobre 2013».

Nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana (27-28 giugno u.s.), poi, l’ACEA ha sospeso il servizio idrico per la condotta che porta acqua all’altro grande acquedotto comunale, il Montano, che serve il resto della popolazione. Ciò è servito per installare delle nuove pompe che consentiranno di “sollevare” 14 litri al secondo di acqua proveniente dall’acquedotto del Peschiera-Le Capore. Grazie a questa ulteriore immissione di acqua “sana” sarà possibile diluire la presenza di arsenico delle acque dei pozzi locali così da ricondurre anche le acque distribuite dall’acquedotto del centro storico a valori di arsenico inferiori ai 10 microgrammi/litro richiesti dalla legge (oggi a 12-13 microgrammi/litro). Questo completerà gli interventi posti in essere dall’Amministrazione Comunale consentendo di adempiere con largo anticipo alle disposizioni dell’Istituto Superiore di Sanità che aveva fissato come termine ultimo il 31/12/2014 per il ripristino delle condizioni di potabilità per le acque con valori di arsenico compresi tra 10 e 20 microgrammi/litro quali quelle oggi distribuite dall’acquedotto del Montano.

Acqua finalmente potabile dall'acquedotto del Biadaro

Acqua finalmente potabile dall’acquedotto del Biadaro

Se da un lato l’emergenza finisce, dall’altro le analisi continueranno ad essere pubblicate sul sito nell’apposita sezione “Acque: documenti e analisi”. «Non bisogna abbassare la guardia e rendere pubbliche le informazioni su salute e ambiente è per noi irrinunciabile, lo è stato sin dal primo giorno del nostro mandato quando disponemmo di pubblicare online tutte le analisi e i documenti concernenti le acque al fine di adempiere ad una delle raccomandazioni dell’ISS ovvero diffondere informazioni sullo stato delle acque destinate al consumo umano» aggiunge Stronati.

Da un punto di vista tecnico l’impianto dell’acquedotto del Biadaro è costituito da un sistema di filtrazione a bassissimo impatto ambientale che effettua “controlavaggi dei filtri” automatizzati grazie ad un sistema PLC, telecontrollato a distanza, ed è tarato per erogare sino a 40 litri/secondo di acqua potabile. Si tratta di quattro filtri in parallelo (funzionanti a coppia) composti da idrossido di ferro polarizzato.

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Frattanto è partita l’ordinanza di divieto di uso dell’acqua potabile per fini irrigui (Ordinanza n. 69 del 26/06/2013). L’uso dell’acqua potabile per annaffiare costituisce uno spreco e una perdita di pressione per tutti i cittadini serviti. «Oltre ad esser vietato dalla legge – osserva l’Ing. Claudio Dello Vicario, Responsabile LL.PP., Manutenzioni ed Ambiente – è anche antieconomico per chi lo fa. Infatti la tassa di smaltimento acque reflue è parametrata alla quantità di acqua consumata: più se ne usa, più si pagherà per le fogne. Non conviene a nessuno».

«Adesso – conclude il Sindaco – occorrerà predisporre un piano, a cui si sta già lavorando, per 1) realizzare degli impianti definitivi (questi sono a noleggio), 2) continuare le ispezioni per l’individuazione delle grandi perdite occulte che si ipotizzano per alcune zone del territorio dove inspiegabilmente i consumi idrici sono costanti tutto il giorno anche quando l’orario e le condizioni climatiche farebbero pensare diversamente, 3) individuare fonti idriche alternative (noi puntiamo al lago!), 4) avviare le procedure per il rifacimento della rete di distribuzione che in alcune zone presenta livelli di obsolescenza allucinanti e per questo abbiamo già avanzato richieste alla Regione per finanziare alcuni interventi mirati su alcuni tratti della condotta che sovente si danneggiano».

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