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Già nel mese di aprile 2012 ricevemmo sollecito scritto per dar seguito alle attività utili al passaggio della gestione del servizio idrico comunale ad Acea Spa in qualità di soggetto gestore per il servizio idrico per Ato-2. Occorre ricordare che tale richiesta giunse a seguito dell’adesione del Comune di Anguillara all’Ato-2 avvenuta nel 2006 in attuazione della normativa vigente.

Già in quella occasione – aprile/maggio 2012 – l’amministrazione comunale, con comunicazione a firma del Sindaco, rigettò tale richiesta diffidando lo scrivente la richiesta ad adempiere a qualsiasi attività e ricordando al contempo il ritardo in cui suddetto sollecito giunse nonché i grandi cambiamenti occorsi nelle politiche di gestione della risorsa idrica meglio riassunte nel risultato plebiscitario del recente referendum con il quale si è ribadita la volontà da parte dei cittadini al mantenimento dell’acqua bene comune.

È quindi più che mai sbalorditivo constatare la cecità delle strutture sovracomunali che recentemente, dando seguito ad una semplice richiesta di ricorso avanzata dall’associazione Codici Onlus nella quale si richiede il rispetto dell’art. 172, comma 4, D.Lgs. 152/2006, hanno nuovamente sollecitato o meglio ammonito questa amministrazione a completare il passaggio di gestione ad Acea SPA del servizio idrico comunale. In mancanza di tale cessione viene affermato che si provvederà alla nomina del commissario ad-acta.

Stamane, con lettera a firma del Sindaco, l’amministrazione comunale ha ribadito la propria assoluta contrarietà alla cessione del servizio idrico ad Acea SPA in quanto ciò rappresenterebbe una forte riduzione della qualità del servizio, un aumento delle tariffe – in un momento di forte difficoltà economica da parte delle famiglie – che mediamente si attesta intorno al 59% ma soprattutto una decisione assolutamente contraria all’esito del referendum sull’acqua pubblica in cui i cittadini hanno ribadito quasi unitariamente la propria volontà al mantenimento del servizio idrico all’interno del contesto pubblico e non sotto regime privatistico.

Ancor più beffarda la richiesta alla luce degli ingenti sforzi, soprattutto economici, che questa comunità sta sostenendo per il completamento degli impianti di trattamento dell’acqua al fine di rimuovere le sostanze nocive (arsenico e fluoruri).

Se a tutto ciò si aggiunge che l’Acea Spa opera sul mercato vendendo l’acqua prelevata dal lago di Bracciano proprio sul territorio di Anguillara, nell’ambito di una convenzione pluridecennale che non ritorna al comune alcun agio o royalty nonostante l’importante impatto economico ed ambientale che invece tale sfruttamento riversa sui cittadini di Anguillara, appare evidente quanto anacronistica e incredibile appare la richiesta avanzata dal CAL (Consiglio Autonomie Locali) per conto della Regione Lazio.

Per tutti questi motivi oltre a ribadire l’assoluta contrarietà alla cessione del servizio idrico comunale ad Acea SPA si fa appello a tutti i sindaci del comprensorio, in particolar modo ai sindaci dei comuni di riviera, affinché venga immediatamente convocato un tavolo interistituzionale per discutere le azioni di contrasto da porre in essere per impedire di dare attuazione a tale folle e anacronistica richiesta ma anche e soprattutto per ridiscutere i tanti punti della convenzione con Acea Spa.

In allegato alla presente la comunicazione scritta in risposta alla nota del CAL inviata in data 17.10.2013 (Lettera di risposta del Sindaco alla lettera del CAL).

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