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Abstract: l’estensione del porta a porta in Zona B era stato già concordato, a costo zero per i cittadini e senza eliminare la raccolta a domicilio degli sfalci/potature. La riorganizzazione in corso, posta in essere dall’attuale Amministrazione, danneggia i cittadini e comporta risparmi ai costi di gestione in carico alla ditta appaltatrice.

Di seguito un approfondimento dell’intera vicenda, ci scusiamo per la lunghezza, necessaria per chiarire tutti gli aspetti.

Quando sul finire del 2014 vennero alla ribalta nelle cronache nazionali le vicende note con “Mafia Capitale” molti di coloro che oggi siedono in Comune urlavano in ogni dove la richiesta di dimissioni del Sindaco di Anguillara per una apparentemente violata giustizia.

Una corsa alla richiesta di giustizia che faceva sottintendere chissà quale malefatta da parte degli amministratori di allora, rei – loro malgrado – di gestire un contratto di servizi con il CNS (Consorzio Nazionale Servizi) che – a detta dei novelli Torquemada – sarebbe stato  in danno ai cittadini.

La richiesta di revoca del contratto in essere (anche questo, come il PRG, “senza se e senza ma”), veniva sbandierata come unica ed assoluta medicina da molti di quelli che – paladini della “(h)onestà tornerà di moda”- oggi comodamente seduti sulla poltrona comunale, hanno invece deciso di fare il contrario, anzi!

All’epoca – nonostante la difficile situazione da gestire – l’Amministrazione comunale, agli inizi del 2015, incassò il parere positivo da parte dell’ANAC in merito alla ipotizzata linea di un accordo tra le parti (Comune ed azienda) che permettesse di esplicitare quelli che erano gli elementi critici del servizio.

Così, nel luglio del 2015, dopo numerosi incontri con i vertici del CNS e con il Commissario nominato dalla Procura per gestire la Coop. 29 Giugno, si giunse alla stipula di un accordo.

Tra i numerosi adempimenti sottoscritti – allora – dal CNS (titolare del contratto), si evidenziano i seguenti:

  • Immediata estensione del porta a porta per organico ed indifferenziato nella Zona C (attività che fu portata a termine agli inizi del 2016);
  • Riorganizzazione della raccolta degli sfalci 12 mesi su 12 (precedentemente era realizzata “solo” per i periodi di risveglio vegetativo), immediatamente attivata dopo la stipula dell’accordo;
  • Potenziamento della raccolta degli sfalci sino ad un massimo di 2500 utenze (l’acquisto dei carrellati mancanti a carico del Comune – acquistati ad ottobre 2015, da informazioni recentemente assunte sono circa 3000 le utenze servite, oggi, da questo servizio);
  • Definizione del quantitativo massimo di rifiuti indifferenziati da trattare/smaltire presso gli impianti di trattamento preposti pari a 3000 tonnellate/anno (già nei primi mesi del 2016 fu preteso il rispetto di questo limite con nota ufficiale dell’Ufficio Ambiente);
  • Ripartizione degli introiti dalla vendita dei rifiuti differenziati (50% al Comune e 50% al CNS/29 Giugno, quando il contratto fu stipulato suddetti introiti erano al 100% nella disponibilità della ditta appaltatrice), già dal bilancio del 2016 si ha conto di questo nuovo introito;
  • Realizzazione della mini-isola ecologica a Ponton dell’Elce, lavori per un importo pari a circa 110 mila euro, già finanziati in tariffa e quindi un “credito” da riscuotere;
  • Realizzazione del centro servizi, lavori per un importo pari a circa 35 mila euro, già finanziati in tariffa e quindi un “credito” da riscuotere;
  • Fornitura di una compostiera collettiva (erano 3 nel progetto iniziale, 2 sono state giudicate non necessarie, la terza avrebbe dovuto essere installata presso la mensa della scuola di Monte le Forche, analogamente a quella installata presso la mensa della Scuola di Via della Mainella che – purtroppo – giace in stato di abbandono), importo pari a circa 30 mila euro, già finanziato in tariffa e quindi un “credito” da riscuotere.

Si evidenziano i circa 180 mila euro di credito ancor oggi vantato dal Comune nei confronti della ditta appaltatrice.

Successivamente l’Ufficio Ambiente del Comune iniziò a segnalare (con comunicazioni scritte e protocollate) numerose criticità ed in particolare, alla luce del predetto accordo del 2 luglio 2015, evidenziò che la gran quantità di rifiuti indifferenziati che ogni giorno vengono raccolti dai cassonetti di prossimità, avrebbe comportato un aumento dei costi di trattamento e smaltimento presso gli impianti preposti.

Maggiori costi di cui si sarebbe dovuto far carico anche il CNS e la sua consociata Coop. 29 Giugno in quanto il Comune, vista l’appendice all’accordo sottoscritto nel luglio 2015, era – ed è – tenuto al pagamento dei soli costi di trattamento/smaltimento dei rifiuti indifferenziati sino ad un totale massimo annuo pari a 3000 tonnellate.

Ciò vuol dire che, oltre a stabilire un tetto massimo annuale dei costi in carico al Comune e, quindi, sulle spalle dei cittadini, i costi di trattamento/smaltimento dei rifiuti organici e degli sfalci/potature sono in carico al CNS/29 Giugno!

Alla luce, quindi, della variazione nell’articolazione delle prestazioni contrattuali e dopo i dovuti approfondimenti tecnici (di cui si ha contezza nei verbali degli incontri svolti tra l’Ufficio Ambiente del Comune e i tecnici della Coop. 29 Giugno – esecutrice del servizio per conto del CNS), furono gli stessi tecnici della Coop. 29 Giugno che giunsero alla conclusione che fosse necessario avviare l’estensione della raccolta porta a porta nella Zona B.

A fronte di questa estensione, che avrebbe quindi assicurato il contenimento del quantitativo di rifiuti indifferenziati e, quindi, annullato i maggiori costi a carico del CNS/29 Giugno in caso di superamento delle 3000 tonnellate/anno, la società erogatrice della prestazione contrattuale si sarebbe fatta carico del modesto aumento delle spese di personale (estendere la raccolta porta a porta comporta un aumento del numero delle ore di servizio del personale).

Questo, però, non rappresentava un elemento di criticità, bensì una opportunità per la Coop. 29 Giugno, soprattutto alla luce delle esigenze di riorganizzazione interna della cooperativa a seguito delle note vicende giudiziarie.

Il Comune avrebbe dovuto mettere a disposizione i mezzi (più personale vuol significare più mezzi) di cui il costo, come riportato nella DD n. 1144 del 22.10.2015, era stato già finanziato dalla Provincia di Roma (ora Città Metropolitana di Roma Capitale) con Determinazione Dirigenziale n. 7394/2014.

Tali fondi sono stati ottenuti grazie alla richiesta di contributo  avanzata dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Anguillara Sabazia in data 18.12.2013.

La ricostruzione fatta evidenzia che:

  • L’acquisto dei mezzi per l’estensione del porta a porta è stato già finanziato dalla Città Metropolitana per un importo pari a 153.158,80 euro;
  • Il Comune ha già stanziato – una tantum – la somma di 15.315,88 euro per coprire i costi in carico all’Ente per l’acquisto dei mezzi. Tale somma è stata inserita nel bilancio 2015;
  • La raccolta degli sfalci non è stata mai oggetto di “baratto” bensì, con l’accordo del luglio 2015, venne concordato un suo potenziamento (si rammenta che inizialmente erano 734 le utenze previste dal progetto, poi ampliate a circa 1500 ed infine ulteriormente ampliate a 2500. Oggi risultano essere quasi 3000 le utenze servite dalla raccolta domiciliare degli sfalci, 3000 su circa 9000 utenze domestiche);
  • I costi di trattamento/smaltimento dei rifiuti indifferenziati in caso di mancato raggiungimento degli standard contrattuali (3000 tonnellate/anno) sono a carico del CNS/29 Giugno;
  • I costi di trattamento/smaltimento dei rifiuti organici e degli sfalci/potature sono a carico del CNS/29 Giugno;
  • Il Comune vanta ancora un credito di circa 180 mila euro nei confronti del CNS/29 Giugno per prestazioni non ancora onorate (la cui responsabilità, ad onor del vero, non è totalmente in capo alla ditta) sulle quali urge definire i dettagli.

Per completezza si evidenzia che i tecnici della Coop. 29 Giugno, ma anche la Coop. con cui gli stessi collaborano per la campagna di informazione, lavorarono concretamente all’ipotesi di ampliamento del servizio; ciò è confermato dalla nota prot. 12099 del 03.05.2016 con la quale l’Ufficio Ambiente del Comune richiedeva al CNS/29 Giugno: “Come da incontro negli Uffici del Comune di Anguillara Sabazia tra i rappresentanti di zona del C.N.S. e i rappresentanti dell’Uff. Ciclo Rifiuti del medesimo Comune, si era deciso …. procedere con l’attivazione della raccolta porta a porta spinta anche nella zona B. Pertanto, si chiede la vostra disponibilità e le tempistiche per l’avvio delle procedure preliminari di informazione alle utenze”.

Altri riferimenti che confermano il raggiungimento dell’accordo per l’estensione del porta a porta spinto in Zona B si trovano all’interno dei verbali degli incontri che si svolsero. Tutti documenti che sono nella disponibilità anche del Comune.

Eliminare la raccolta degli sfalci, vuol significare ridurre i costi di trattamento/smaltimento di questa frazione che, come suddetto, gravano sulle casse della ditta appaltatrice e non sulle spalle dei cittadini.

Cittadini che ora – oltre alla eliminazione di un servizio ormai consolidato e a regime – vedranno aumentare i costi per il trattamento/smaltimento dei rifiuti indifferenziati: quanti “scaricheranno” i sacchi degli sfalci e delle potature lungo le strade? Quanti metteranno la porzione “verde” nell’indifferenziato?

Fortunatamente tale quantitativo può arrivare sino al massimo consentito dall’accordo del luglio 2015 pari a 3000 tonnellate/anno! Quindi un danno limitato (grazie all’accordo stipulato e previsto dai precedenti amministratori).

Per completare la presente ricostruzione, forniamo alcuni dati concernenti il servizio di raccolta dei rifiuti, omettendo quantità, ricavi e costi dei materiali riciclabili (carta/cartone, plastica/metalli, vetro, etc.) e soffermandoci sulle quantità e i costi dei rifiuti indifferenziati, organici e sfalci/potature.

Di che importi stiamo parlando? Vediamolo nel dettaglio.

Nel 2017 sono stati conferiti, presso gli impianti di trattamento, le seguenti quantità e con i seguenti costi:

  • Rifiuti indifferenziati: circa 2850 tonnellate, costi di trattamento/smaltimento totalmente coperti dalla tariffa pagata dai cittadini (oltre le 3000 tonnellate/anno i costi sono a carico del CNS/29 Giugno). Trattare e smaltire una tonnellata di indifferenziato costa 139,58 Euro (vedi DD n. 1601 del 29.12.2017), il totale annuo si aggira intorno a 400 mila euro;
  • Rifiuti organici: circa 1400 tonnellate, costi di trattamento/smaltimento a carico del CNS/29 Giugno;
  • Sfalci e potature: circa 1950 tonnellate. Il trattamento/smaltimento di questi, per un importo di circa 24 Euro/tonnellata, è a carico del CNS/29 Giugno. L’importo riferito al 2017 è pari, quindi, a circa 47 mila euro.

E’ abbastanza logico ipotizzare che l’eliminazione del servizio di raccolta domiciliare degli sfalci/potature comporterà la riduzione del quantitativo correttamente conferito di questa frazione.

Auspichiamo di essere smentiti e spereremmo in un comportamento virtuoso di tutti i circa 3000 cittadini che, oggi, si vedono ritirare a domicilio il bidone azzurro e che, domani, si recheranno all’isola ecologica per conferire gli sfalci/potature. Ma sappiamo, per esperienza, che ciò non accadrà per tutti. Non tutti si adegueranno. Ne consegue che chi non si adeguerà, porrà in essere modalità diverse per smaltire i residui delle operazioni di sfalcio e potature del giardino. Se abbandonerà i sacchi in strada (cosa che condanniamo nel modo più assoluto!), questi – se rimossi dagli operatori – finiranno tra i rifiuti indifferenziati, aumentando la quantità di questi ultimi, i cui costi, sino alla soglia delle 3000 tonnellate/anno, saranno sulle spalle dei cittadini.

Facendo un rapido calcolo, calato all’interno degli accordi sottoscritti con la ditta appaltatrice, se anche solo il 10% del quantitativo di sfalci/potature oggi raccolto a domicilio dovesse finire in strada, pari a circa 190 tonnellate, questo verrebbe smaltito come indifferenziato. Di queste 190 tonnellate, quindi, 150 sarebbero a carico della TaRi pagata dai cittadini di Anguillara (si rammenta il tetto di 3000 tonnellate/anno) per un importo, stando al costo per tonnellata oggi pagato per il trattamento/smaltimento dei rifiuti indifferenziati (circa 140 Euro/tonnellata), pari a circa 21 mila euro.

Ovviamente parte del danno (quantitativo dei rifiuti indifferenziati oltre le 3000 tonnellate/anno) ricadrebbe anche sul CNS/29 Giugno, ma questo a noi non interessa.

In ogni caso i cittadini vedranno aumentare i tempi di attesa all’isola ecologica che sarà, certamente, presa d’assalto da chi ieri lasciava comodamente il contenitore blu al cancello ed ora dovrà recarsi al centro comunale di raccolta.

Ma quello che suona come una vera e propria beffa è il fatto che la estensione del porta a porta sulla Zona B con il mantenimento del servizio della raccolta degli sfalci era già stato concordato a suo tempo (rimaneva fuori la ex Zona C, circa 1000 utenze, sulle quali un accordo sarebbe stato facilmente raggiungibile – vista la semplicità nella raccolta porta a porta per la conformazione urbanistica e viaria dei 3 grandi quartieri principali, Ponton dell’Elce, Colle Sabazio e Colle dei Pini); chi oggi lavora all’Ufficio Ambiente è perfettamente in grado di ricostruire i fatti dai verbali e concordare con la ditta il miglior modo per onorare gli accordi.

Non è dato sapere per quale motivo ed in cambio di quale vantaggio per la comunità sia stata eliminata, oggi, la raccolta degli sfalci/potature. I fatti qui narrati dimostrano che ciò non fosse necessario.

Tutto ciò premesso, vista le motivazioni sopra esposte, la scelta di “barattare” la raccolta degli sfalci/potature con l’estensione del porta a porta su tutto il territorio, è decisamente incomprensibile nonché un evidente danno che ricade sulle spalle dei cittadini.

Si ricordino gli attuali amministratori quando dalla piazza gridavano allo scioglimento del contratto e con umiltà accettino i consigli che gli furono forniti al momento del loro ingresso in Comune, quando tutto ciò fu puntualmente relazionato .

Relazione data proprio per evitare che tutto questo accadesse, proprio per evitare che a pagare fossero di nuovo i cittadini – già vessati da un contratto scellerato e di durata sconsiderata – perché chi scrive sapeva e sa bene che difendere gli interessi dei cittadini è ben altro rispetto a scrivere un post su Facebook.

La decisione oggi assunta dall’Amministrazione dimostra, invece, che a circa 2 anni dall’insediamento, non si ha ancora contezza di come stanno le cose o, forse, non si hanno le capacità per gestirle.

Enrico Stronati
(Assessore all’Ambiente dal giugno 2011 al giugno 2016)

Silvio Bianchini
(Vice Sindaco  dal giugno 2011 al giugno 2016, attuale Consigliere comunale)

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