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Cari concittadini,

è del 22 gennaio u.s. la comunicazione prot. n. 1825/2013, che si riporta in allegato (formato PDF), avente ad oggetto “discarica di Cupinoro, esaurimento volumetrie residue” a firma dell’Amministratore Unico Avv. Marcello Marchesi nella quale veniva data comunicazione a tutti i Comuni conferenti “…. ad assumere i provvedimenti conseguenti”.

La discarica di Cupinoro vista dall'alto

La discarica di Cupinoro vista dall’alto

E’ evidente la lacunosità da parte di tutti gli organi competenti in materia (Stato, Regione, Provincia o quello che ne rimane, Comune di Bracciano in qualità di Ente controllore della Municipalizzata e – appunto – della Municipalizzata Bracciano Ambiente) nella gestione di questa vicenda iniziata con la richiesta di rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) n. A3918/2008 e già resasi semi-emergenza agli inizi di ottobre 2013 con il tentativo da parte del Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nel Lazio, Goffredo Sottile, di requisire lo spazio per “stoccare” 20 mila tonnellate di rifiuti provenienti da Roma. A tutti coloro che hanno fatto parte e/o fanno ancora oggi parte degli organi suddetti si deve la stasi – voluta o meno, questo ce lo diranno i giorni che seguiranno – all’interno della quale si é concretizzata l’emergenza rifiuti che con pochissimi giorni di preavviso abbiamo dovuto affrontare.

Tutto ciò assume i connotati dell’ennesima beffa cui saranno, eventualmente, soggetti i cittadini che proprio in questi giorni appena trascorsi si sono visti recapitare la Tares che, per molti, ha comportato un aumento degli importi. La Tares si basa sull’applicazione del principio “chi inquina paga” contenuto nelle Direttive comunitarie 2006/12/CE e 2008/98/CE e quindi una famiglia numerosa ha trovato nella cassetta della posta una cartella più elevata rispetto a una famiglia composta da uno o due componenti, così come un ristorante ha pagato di più rispetto a uno studio professionale, etc.

Non ci sono a mio avviso giustificazioni per tutti coloro che, responsabili della gestione del ciclo dei rifiuti (locale ma anche Regionale), non hanno agito per tempo e ancor meno cercato di evitare questa che rischia di diventare una emergenza igienico-sanitaria che potrebbe avere ripercussioni economiche ed ambientali spaventose.

L’Ufficio Ambiente del nostro Comune (al quale rivolgo esplicito ringraziamento per lo sforzo profuso anche nei giorni festivi al fine di rimediare alla crisi determinatasi) si è immediatamente attivato al fine di verificare la percorribilità di percorsi alternativi ovvero il conferimento presso altri siti dotati di impianti di trattamento meccanico biologico (TMB). La scarsità di impianti TMB nella Regione Lazio è cronica, sono anni che si parla di realizzare impianti di questo tipo (per chi non ne fosse a conoscenza, esemplificando, si tratta di impianti che operano una selezione e trattamento del rifiuto indifferenziato al fine di renderlo il più “inerte” possibile e ridurlo di volume onde evitare di stoccare – come sinora avvenuto a Cupinoro – il rifiuto “tal quale”, volgarmente “monnezza”) che sono i soli, stando alle Direttive Europee, che possono e devono trattare i rifiuti indifferenziati.

E’ proprio la scarsità di impianti di TMB (come anche di discariche seppur indispensabile la loro rapida chiusura laddove queste rappresentano un “buco da riempire con la monnezza” – come fatto da chi in questi ultimi anni ci ha speculato fornendo agli Enti soluzioni a basso costo) che rende critica la situazione, questo perché, per esempio, i cittadini residenti nei pressi di questi impianti manifestano contro il trasporto extra-bacino del rifiuto, come giustamente abbiamo anche fatto noi con i rifiuti di Roma quando si palesò la possibilità che questi venissero portati a Cupinoro e come stanno facendo, per fare un esempio facilmente riscontrabile sul web/stampa, i cittadini residenti nei pressi della discarica per rifiuti non pericolosi localizzata nel comune di Viterbo in località Le Fornaci gestita dalla società Ecologia Viterbo srl e dotata di TMB (per informazione preciso che, per esempio, l’impianto di Viterbo ha prodotto un preventivo di spesa a tonnellata inferiore a quello dell’impianto cui – da ieri – stiamo portando i nostri rifiuti indifferenziati ma non abbiamo potuto chiudere con la Ecologia Viterbo proprio per l’agitazione delle comunità locali nonché per i maggiori costi di trasporto, anche se il totale sarebbe stato leggermente più basso di quello che pagheremo con la soluzione adottata).

Fortunatamente, con la soluzione che abbiamo individuato da soli, non avremo maggiori costi di trasporto nonostante il punto di conferimento si trovi ad una distanza nettamente maggiore rispetto a Cupinoro (questo perché è un sito all’interno della Provincia di Roma, già spostandoci su Viterbo che ha costi di conferimento inferiori avremmo maggiori costi dovuti al trasporto fuori provincia), ma avremo maggiori costi di conferimento in quanto gli impianti che operano il trattamento del rifiuto prevedono un costo aggiuntivo dovuto appunto al processo di “inertizzazione e selezione” del rifiuto.

Per fornirvi dei dati oggettivi vi riassumo la situazione: Cupinoro costa, ad oggi, circa 100 euro/tonnellata (tutto compreso). Anguillara produce (dati 2013) circa 3400 tonnellate/anno, quindi i costi per lo smaltimento sono pari a circa 340 mila euro/anno.

Recandoci presso il sito individuato ovvero l’impianto del Gruppo Porcarelli sito in Via di Rocca Cencia 273 (www.porcarelli.com), ai costi di conferimento comprensivi di post-mortem (trattasi di una cifra a tonnellata pagata ed accantonata per gestire il sito dopo la sua chiusura – guardiania, controlli, manutenzioni, etc.) che erano i “soli” che si pagavano conferendo il “tal quale” a Cupinoro, vengono aggiunti i costi del trattamento TMB per un totale a tonnellata pari a circa 132 euro. Rifacendo quindi i conti e considerando le 3400 tonnellate conferite a Cupinoro nel 2013 otteniamo il totale di circa 450 mila euro/anno ovvero circa 90 mila euro in più rispetto al 2013 (cui cercheremo di far fronte senza aggravi economici sui cittadini).

Spostandoci dall’aspetto economico a quello ambientale occorre anche tenere presente la maggiore emissione di CO2 e il consumo di una quantità maggiore di combustibile fossile …. in poche parole quello che da tutti è considerato un virtuosismo, ovvero il conferimento del residuo secco presso un sito di bacino, viene vanificato in un solo istante da una gestione sconsiderata del ciclo dei rifiuti nel Lazio andata in scena a tutti i livelli negli ultimi anni.

Hanno però torto anche coloro che assumono un atteggiamento estremamente teorico e rigido sulla questione rifiuti dicendo “NO” secco a qualsiasi ipotesi di realizzazione di impianti di trattamento del rifiuto che sono essenziali per il completamento del ciclo dei rifiuti e al contempo non proponendo alcuna strada alternativa (si legga ad esempio la protesta andata in scena a Bruxelles: LINK). Non si può omettere di considerare l’urgenza di impianti, ogni volta che si palesa la possibilità che questi vengano realizzati una opposizione aspra e dispotica complica un quadro di per se già complesso e forse complicato ad arte facendo di fatto gioco a chi su tutto ciò alla fine ci guadagna! La discarica di Cupinoro avrebbe bisogno di impianti di TMB e di un invaso per stoccare ciò che esce dal trattamento dei rifiuti dei Comuni di bacino. E’ vero anche che il volume contenuto nelle richieste della Bracciano Ambiente è eccessivo, su questo non si può tacere ed occorre contrastare il tentativo di rendere “appetibile” Cupinoro ai falchi del mercato dei rifiuti. Ma è altrettanto vero che occorre sostenere una ipotesi alternativa e lo dobbiamo fare tutti, amministratori, cittadini e società civile organizzata e non, affinché chi è chiamato a decidere, oggi più che mai preoccupato per gli sviluppi giudiziari che vedono implicati molti degli attori passati e recenti della gestione dei rifiuti, possa farlo serenamente ed in tempi rapidi ma soprattutto con il supporto di tutti! Chi continua a cavalcare il cavallo dell’opposizione a tutti i costi, in una sorta di “cieca trans ambientalista”, senza confrontarsi con la realtà della nostra società e senza tenere in considerazione la gabbia economico-normativa vigente è corresponsabile del rischio che abbiamo davanti.

Impianto per il trattamento meccanico-biologico per rifiuti

Impianto per il trattamento meccanico-biologico per rifiuti

Se vogliamo definitivamente intraprendere il percorso di un ciclo dei rifiuti virtuoso dobbiamo collaborare tutti ed agevolare la realizzazione di impianti di trattamento del rifiuto, ovviamente esigendo il rispetto delle norme e di trasparenza!

Concludendo, per i prossimi mesi (attualmente non so dirvi per quanto, dipenderà anche dal futuro di Cupinoro su cui pendono peraltro dei ricorsi al TAR contro le richieste di ampliamento nonché il divieto del MIBACT) saremo costretti a conferire i rifiuti indifferenziati presso l’impianto del Gruppo Porcarelli, ciò comporterà un aumento dei costi cui potremo far fronte – tutti insieme – diminuendo il quantitativo di rifiuti indifferenziati che produciamo. Faccio quindi appello a voi, miei concittadini, vi chiedo aiuto affinché nei prossimi mesi il quantitativo di rifiuti indifferenziati diminuisca. Per raggiungere questo obiettivo vi invito a porre maggiore attenzione al processo di differenziazione del rifiuto, sforzatevi di differenziare e conferire correttamente tutti i diversi materiali, schiacciando le bottiglie di plastica, conferendo i piatti e i bicchieri di plastica nella plastica (se sporchi vi chiedo – nei limiti del possibile – di sciacquarli), piegando la carta e il cartone, richiamando educatamente a maggior attenzione coloro che notate avere comportamenti errati e dannosi, etc.

Se tutti collaboreremo, come spero, questa che si palesa come una emergenza potrebbe diventare il nostro orgoglio, potremo essere uno dei comuni di bacino che porta il residuo secco ad un impianto di trattamento e non più “monnezza in discarica” che, comunque, comporta attenzioni e trattamenti particolari e danni all’ambiente che pagheranno le generazioni future.

Ringrazio tutti voi per la collaborazione, sono a disposizione per ogni chiarimento e vi terrò aggiornati delle evoluzioni della vicenda.

Assessore all’Ambiente
Enrico Stronati

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