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La Tares – Nel 2013 debutterà la Tares ovvero il nuovo tributo che prenderà il posto della Tarsu e della Tia. Il pagamento della prima rata inizialmente previsto per il mese di gennaio pare che slitterà ad aprile con un esborso che potrebbe risultare abbastanza gravoso, addirittura più caro dell’imposta sulla prima casa. La Tares colpirà chiunque possieda, occupi o detenga, locali che sono suscettibili di produrre rifiuti. Lo slittamento del primo pagamento della Tares ad aprile è stato deciso da un emendamento alla Legge di Stabilità voluto dal Governo che ha concesso qualche mese in più al primo esborso. La Tares (tassa rifiuti e servizi) prenderà il posto della vecchia Tarsu (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani) e nella minoranza dei comuni che la applicano, della Tia (tariffa d’igiene ambientale). L’imposta trova la sua introduzione con il decreto Salva-Italia varato un anno fa dal governo Monti e secondo alcuni sindacati, la Tares finirà per pesare più dell’Imu già versata sulla prima casa.

Come si compone la tassa – La nuova tassa dovrà rispettare due nuovi parametri, in particolare dovrà coprire al cento per cento il costo del servizio per le utenze domestiche sostenuto dai Comuni (oggi in media la copertura è del 79 per cento, il resto finisce nel bilancio comunale), e dovrà anche finanziare il costo dei “servizi indivisibili” forniti dal Comune, servizi che vanno dalla illuminazione pubblica, alla manutenzione delle strade, alla polizia locale, alla manutenzione del verde.

Chi deve versare la Tares – La platea interessata al nuovo balzello è molto ampia. Il versamento della Tares è dovuto da chiunque possieda, occupi e detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi non colpirà solo i proprietari di casa, ma anche i negozi, gli uffici, i capannoni. Il calcolo avverrà in base ai metri quadrati (l’80 per cento della superficie catastale) senza tener conto del numero di componenti del nucleo familiare. Come già detto, la Legge di Stabilità ha fissato la prima rata ad aprile le altre tappe, numero, scadenza dei versamenti successivi ed eventuali conguagli, saranno fissati dalle singole amministrazioni comunali.

L’Iva sulla TIA – La Tares risolve l’annoso problema dell’Iva sulla Tia, che non sarà dovuta, così come non saranno più dovute le addizionali ex-eca (10%) sulla Tarsu, in compenso però la norma prevede che il prossimo anno andranno coperti integralmente i costi del servizio per lo smaltimento dei rifiuti, che come già detto attualmente sono coperti per il 79% del costo del servizio sulle utenze domestiche. L’aumento medio calcolato per questa parte sarà di 53 euro, mentre sarà inferiore per i Comuni che applicano la Tia (37 euro). Nei comuni dove si applica la Tarsu, l’aumento medio corrisponde a circa 70 euro. Non bisogna inoltre dimenticare che a tali aumenti vanno aggiunti anche i costi per i servizi indivisibili una altra sovrattassa che varierà a facoltà dei Comuni da 30 a 40 centesimi al metro quadrato.

Articolo tratto da qui.

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