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Stronati: la Città Metropolitana revoca il finanziamento di 1 milione di Euro concesso alla Città di Anguillara nel 2008 per la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti organici e chiede la restituzione di 100 mila euro anticipati. Si poteva e si doveva gestire diversamente. Si è, invece, scelto di rinunciare al progetto creando un grave danno economico, bruciando la possibilità di nuovi posti di lavoro e cospicui investimenti per le aziende locali, ma soprattutto condannando i cittadini a pagare una elevata tariffa per il trattamento/smaltimento dei rifiuti organici.

Lo avevo preannunciato qualche settimana fa, la Città Metropolitana di Roma ha revocato il finanziamento di 1.000.000,00 Euro concesso al Comune di Anguillara nel lontano 2008 per il “contenimento del costo di conferimento della frazione organica di raccolta differenziata domiciliare, al fine di riorganizzare il servizio di gestione dei rifiuti nel Bacino Sabatino e Valle del Tevere in destra Idrografica, nel rispetto del Piano degli Interventi finalizzato al potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti“.

La somma di 1 milione di Euro era funzionale al finanziamento (di una parte) della realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti organici che, inizialmente, avrebbe dovuto essere un impianto di compostaggio, durante la Amministrazione Pizzorno, optammo invece per la realizzazione di un impianto a biogas con immissione in rete del “gas” prodotto.

Tralascio la trattazione dei pro e dei contro della tecnologia a biogas, so che è un tema controverso e avversato dall’attuale amministrazione, ma non è questo il punto. Se non concordano con gli impianti a biogas avrebbero potuto optare per realizzare l’impianto di compostaggio inizialmente previsto, piuttosto che perdere questa opportunità che, a mio avviso, rappresenta un gravissimo danno all’economia e alle casse della nostra città e dei cittadini.

Cercherò, prossimamente, di realizzare delle info-grafiche che spieghino con i numeri quanto abbiamo perso in termini di investimenti (la realizzazione dell’impianto sul nostro territorio prevedeva investimenti del privato e l’uso di aziende e professionisti locali) e in termini occupazionali (la conduzione di questi impianti esige mano d’opera di ogni tipologia, sia addetti all’impianto stesso, sia alla logistica – guardiania, pulizia, elettricisti, idraulici, operai generici, etc etc).

Ma anche in termini economici per le famiglie! In particolare il finanziamento della ex Provincia, aveva come obiettivo l’abbattimento dei costi di “trattamento” della frazione organica che oggi smaltiamo presso impianti di trattamento lontani, a costi/tonnellata esorbitanti e variabili al variare della disponibilità degli impianti stessi.

L’impianto ad Anguillara, peraltro, aveva l’obiettivo strategico di proteggere la nostra zona dall’invasione che il Comune di Roma e la Città Metropolitana stanno avviando per far fronte all’escalation dell’emergenza rifiuti della Città Eterna che, ormai alle corde, necessita di impianti di trattamento dei suoi rifiuti. Impianti che, quindi, dovranno essere realizzati in “siti idonei” ovvero fuori città ergo nelle campagne immediatamente adiacenti.

E, difatti, nonostante noi – quadrante sabatino – avessimo già dato il nostro contributo alla collettività (Cupinoro, Cobis, Cave di basalto, Radio Vaticana, deposito scorie radioattive presso l’Enea Casaccia, sfruttamento idrico del lago), hanno deciso di realizzare l’impianto di compostaggio di AMA, per il trattamento dei rifiuti organici di “Roma Nord”, ad Osteria Nuova, a 500 mt dalle case della periferia sud di Anguillara!

Con il risultato che noi continueremo a portare i nostri rifiuti organici lontano e a costi ingenti, quelli di Roma, invece, verranno smaltiti/trattati nella nostra zona (che poi, come saranno questi rifiuti? Io lavoro a Roma e la gestione dei rifiuti è un caos. Immaginate, inoltre, la Cassia Bis e la Braccianese percorse dai mezzi AMA che da Roma porteranno i rifiuti organici a Osteria Nuova?).

Il “nostro impiantopoteva e doveva essere il blocco all’espansione di Roma – in termini di “invasione dei rifiuti” – verso questa zona! Poteva e doveva essere difeso ad ogni costo! I cittadini del Bacino Sabatino da anni effettuano la raccolta differenziata e stanno, quindi, agendo in modo virtuoso e meritavano di essere difesi!

Il nostro territorio doveva essere difeso e dotato degli impianti necessari ad assicurare una gestione dei rifiuti virtuosa e autosufficiente!

E invece?

Invece il finanziamento viene revocato perché il nostro Comune, con  prot. 149220 del 02/11/2017 e con nota prot. 171399 del 07/12/2017, rispondeva alla richiesta di chiarimenti in merito allo stato dell’arte della Città Metropolitana precisando che lo stesso (il Comune) “sta promuovendo la revoca dell’aggiudicazione dell’appalto con la conseguente rinuncia al finanziamento”.

Cattura.02.revoca

Ma oltre a questo danno, la beffa ovvero “di procedere alla richiesta formale di restituzione dell’acconto iniziale erogato di € 100.000,00“.

Ci revocano il finanziamento e ci chiedono indietro i 100 mila Euro anticipati nel 2008.

Ora, dove si prendono questi soldi? Chi paga?

Enrico Stronati

 

Determina della Città Metropolitana di Roma Capitale R.U. 3946 del 26.09.2018

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