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Urbanisticamente parlando, la Variante al PRG avviata nel 2006 e tutt’ora in corso, presenta elementi piuttosto critici e necessita, conseguentemente, di un incisivo intervento in sede di attuazione per alleggerirne l’impatto sul territorio. Al tempo stesso, però, ho sempre affermato che, vista la ingarbugliata situazione creatasi a causa dei troppi anni in cui la stessa giace in Regione, la revoca o l’annullamento fossero decisioni di difficilissima attuazione.

Conclusione a cui sono giunti, dopo 7 mesi, anche i nostri attuali amministratori, unici a sostenere di voler revocare il PRG “senza se e senza ma”.

Ma perché si sono prodotti fiumi di parole, fatti proclami di una scontata revoca e poi chi avrebbe dovuto dar seguito agli stessi, si è paurosamente ritirato sulle posizioni che tutti, tranne loro, sostengono da anni?

Le motivazioni, a mio avviso, sono molteplici, proviamo ad esemplificarle nel seguito:

  • esasperazione del quadro normativo in fatto di responsabilità patrimoniali in capo ai dirigenti ed agli amministratori comunali (la recente sentenza sulla Bracciano Ambiente ne è un caso lampante e recentissimo);
  • lo “stato di maturità” a cui è giunta la procedura di approvazione del PRG (10 anni);
  • la incerta posizione assunta dal potere giudiziario in casi analoghi ovvero nei due diversi casi di annullamento o revoca di atti simili (a dire il vero non ve ne sono molti);
  • la legittimità dell’atto di approvazione della Variante al PRG (quello del 2006) che “minerebbe” la possibilità di “annullamento d’ufficio”;
  • le conseguenze patrimoniali che derivano dalla revoca dell’atto che, essendo legittimo, potrebbe comportare l’indennizzo dei privato ovvero il risarcimento a tutti quei cittadini che per anni hanno pagato l’ICI o l’IMU sul terreno inserito nel PRG (previo ricorso ovviamente).

Per chi volesse approfondire:

Circolano fantasiose interpretazioni in merito all’approvazione delle controdeduzioni al PRG avvenuta giovedì 2 Febbraio 2017 in una stracolma Aula Consiliare, a testimonianza che questo è un tema sentito dalla collettività. Online, sui social network, da sempre habitat naturale del mondo grillino, qualcuno (una decina di appartenenti allo zoccolo duro pentastellato) afferma ostinatamente – nonostante numerosi cittadini chiedano chiarimenti che non giungono – che non sia stato possibile procedere con la revoca perché altrimenti “si dovrebbero demolire delle abitazioni private, il Vian, il piano carburanti“.

E’ difficile persino commentarla una simile affermazione per quanto sciocca possa essere. Nessuna abitazione, scuola o opera pubblica sarebbe a rischio qualora l’Amministrazione avesse mantenuto fede alla promessa elettorale ed avesse revocato o annullato il PRG. A rischio, semmai, sarebbe il “patrimonio” di chi firma e vota l’atto di annullamento o revoca.

Qualora, peraltro, dovessero esistere abitazioni “abusive” (se in Consiglio se ne denuncia la presenza, vuol dire che se ne conosce l’esistenza. A meno che non si sia trattato della solita bufala per fare presa sui fedelissimi), allora è obbligo del Comune procedere in tal senso. Piano Regolatore sì o Piano Regolatore no, esiste un obbligo di legge in capo al Comune per procedere contro gli abusi. Il PRG non è una sanatoria, ma una programmazione dello sviluppo urbanistico del territorio. Le sanatorie sono altro e chi ritiene di avere i requisiti di legge per richiederla, avrà già avviato la procedura di condono.

E’ ammirevole la fede da parte dei “familiari grillini”, riuscirebbero a credere agli asini volanti se a dichiararne l’esistenza fosse il meet-up locale o la Sindaca. Anche se per sentirle dire qualcosa occorre tornare ai filmati video del confronto elettorale. Da allora, scena muta. Giovedì scorso, scena muta. Non è una critica cieca la mia, potrebbe anche essere una strategia quella di parlare poco, anche per evitare danni come quelli della promessa revoca ora completamente disattesa. Ma un conto è ricorrere ad un atteggiamento tardivamente prudente, un conto è tacere nel consiglio comunale che approva uno dei documenti più importanti per la vita una città – come ha ammesso lo stesso Assessore Piccioni all’inizio del suo intervento, unico che ha degnato i cittadini di qualche parola. Su questo, Sindaca, rifletta ed inizi a metterci la faccia. Questo è un suo dovere ed il mio un consiglio. Non si offenda.

Ad essere sincero ne ho sentite tante di “balle” nella mia esperienza politica, ma quelle che circolano in questi giorni superano qualsiasi più fantasiosa immaginazione. Il che conferma che la realtà è una sola: i nostri amministratori, che ricordo essere pagati al massimo delle indennità possibile per poter “garantire impegno e presenza h24”, si sono accorti dopo 7 mesi che è rischioso procedere alla revoca o all’annullamento del PRG!

Eppure tutti ma proprio tutti gli altri schieramenti politici lo affermano da anni. Chissà, forse un po’ di umiltà nel confrontarsi con gli altri e un po’ di prudenza nel fare certi proclami sarebbero essenziali invece di ergersi a “detentore unico del verbo”.

Tentare di abbonire la pillola rifilando la favoletta della sopraggiunta norma regionale che impedirebbe la revoca (per approfondire: LINK, in particolare è stato citato l’art. 17), è stato peggio di dire verità che è una sola: non ve la siete sentita, avete avuto paura per il vostro patrimonio (cosa normale, ci mancherebbe, ma avreste dovuto pensarci prima) ed avete messo in scena una via di uscita. Peccato vi sia venuta male.

Tralascio commenti sulla inopportunità di convocare il Consiglio comunale in via di urgenza (senza confronto pubblico, senza pubblicità della decisione assunta, niente di niente) per un atto di programmazione il cui iter è in corso da 10 anni. Evidenzio, invece, i dubbi di legittimità sollevati dall’opposizione con la pregiudiziale e concernenti un presunto Conflitto d’Interessi da parte del responsabile dell’area ragioneria nominata, tra l’altro, il giorno stesso della firma (confesso pure che vedere la segretaria comunale impacciata su una pregiudiziale, mi ha sinceramente meravigliato). Recentemente, su questo tema (Conflitto d’Interessi), si sono espressi illustri professionisti del settore, QUI, per chi volesse approfondire, trovate le linee guida.

Mi soffermo, infine, sul tradimento della fiducia di tutti quegli elettori che hanno creduto, in buona fede, alla promessa di “revoca, senza se e senza ma“. A costoro consiglio di tornare ad avere fiducia nelle persone a prescindere dal colore politico e non schierarsi per partito preso con quelli che urlano slogan impossibili, come questi fatti hanno dimostrato.

Abbiamo subito un bombardamento mediatico impressionante con parole (evidentemente vuote) come “trasparenza” e “partecipazione” ed assistiamo alla negazione della verità su uno dei temi più importanti della vita amministrativa di un Comune. Però si sono tenuti incontri sullo “scec” …. c’è da aggiungere altro?

Caro elettore, non è colpa tua. Tu hai voluto dare fiducia a chi “urlava” alla tua pancia, ma non è quella la strada. Temi quali la concertazione, la trasparenza, l’onestá (quella vera, non quella da audience urlata davanti alle telecamere con l’acca aspirata), etc etc, non sono mai stati appannaggio di un partito politico, piuttosto delle persone. Ci sono illustri esempi di amministratori, da sinistra a destra, che da anni dimostrano capacità e correttezza. E non sono tali perché appartenenti ad un partito piuttosto che ad un altro. Il solo modo per difendersi è quello di approfondire sempre gli argomenti, di approfondire la conoscenza delle persone e di non soffermarsi allo slogan che accarezza lo stomaco, perché la carezza diventa un pugno quando ci si accorge di essere stati traditi.

E ad Anguillara, giovedì scorso, di pugni allo stomaco, né sono stati dati parecchi.

Enrico Stronati

Registrazione audio/video Consiglio comunale del 2 Febbraio 2017: LINK

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