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Prendo in prestito un pezzo di un recente articolo a firma, stavolta, di Ivan Galea: certi concetti possono risultare duri da digerire a chi appartiene ad una certa compagine politica abituata a non rispondere nel merito ma cercando di dirottare l’attenzione su altre questioni. Ringrazio sentitamente Galea junior perché in questo caso ha davvero composto una sequenza di parole molto significative e che ben descrivono il caos politico che regna oggi ad Anguillara nella Giunta di cui fa parte sua sorella (così sarà contento della citazione visto che si è lamentato che nel mio precedente articolo ho omesso di farlo – senza porsi il dubbio che forse non era mio interesse farlo).

E’ evidente che il mio articolo deve avergli turbato il fine settimana, segno palese come alcune persone sono generalmente abituate a cantarsela e suonarsela senza essere smentite da prove oggettive. Troppo facile comporre in modo scriteriato un testo, pubblicarlo sotto la apparente “verginità” di una testata giornalistica e pensare di farla sempre franca. Troppo facile, direi anche puerile.

Ma andiamo per punti. Come sapete, qualche giorno fa, fu pubblicata – sempre a firma di un Galea, Emanuel per la precisione – una scriteriata “inchiesta” nella quale si instillava il dubbio sullo “spreco di denaro pubblico” e sull’utilità dei lavori realizzati presso l’ex Consorzio per la realizzazione de “La Stazione del Cinema”. Opera realizzata dall’Amministrazione Pizzorno, grazie ad un finanziamento tramite bando di 137 mila Euro. L’autore concludeva affermando che l’ex Sindaco Pizzorno si sarebbe dovuto “rammaricare e vergognare per lo stato in cui versa oggi la Stazione del Cinema”. Ma con l’articolo “Le inchieste del commissario Maigret” (leggi articolo) ho fornito copiosa documentazione fotografica che dimostra, invece, come La Stazione del Cinema sia stata utilizzata da Associazioni, cittadini e Comune per organizzare eventi di ogni sorta, sino agli inizi di Luglio 2016 quando ormai il Comune era già nelle mani della nuova amministrazione e quindi anche della Sig.ra Sara Galea, attuale Vice della Sindaco Anselmo, figlia di Emanuel, sorella di Ivan, cognata di Chiara Rai (ora così abbiamo spiegato tutto l’albero genealogico ed Ivan sarà definitivamente soddisfatto, o almeno spero).

In questo ultimo articolo, Ivan Galea, ci conferma che La Stazione del Cinema versa in uno stato di abbandono e incuria (cito, “uno stato di abbandono e incuria in cui versa il sito di Anguillara per il quale sono stati spesi, durante l’amministrazione Pd, ben 137 mila euro”). Viene quindi ribadito, per una seconda volta, che La Stazione del Cinema risulta oggi essere abbandonata e lasciata nell’incuria. Forse questo sarebbe si argomento per una inchiesta al fine di indagare sui perché una struttura che sino ai primi di Luglio 2016 è stata luogo di numerose manifestazioni ed eventi, versi oggi nello stato descritto dal Sig. Ivan Galea.

Devo poi ringraziare ulteriormente Galea junior per aver ricordato mio papà, un uomo accecante per molti, e per fornirmi quindi questo assist, un po’ come quei difensori incapaci che nell’area di rigore prendono la palla con le mani procurando un rigore per gli avversari. Non so quanti uomini politici, nella storia italiana, che hanno subito una condanna abbiano poi saldato il proprio debito per poter continuare a fare politica: mio padre lo fece! Certo, sbaglia chi lavora per il bene della collettività, non certo chi appartiene a movimenti politici che per “non rischiarescelgono di non fare, come sta accadendo ad Anguillara e a Roma.

L’articolo di Ivan Galea continua poi perdendosi in un giro di parole che soltanto avendo una bussola si riuscirebbe ad uscirne fuori. Bussola che gli consiglio vivamente di portarsi dietro, andare presso l’ex Consorzio e seguire queste poche semplici indicazioni.

Ti chiedo un minimo di attenzione, Ivan, sulla facciata Est dello stabile, troverai la Piroga, trovata? Bene. Sulla facciata nord, invece, dovresti vedere un ingresso con tre grosse porte in vetro, sotto una struttura di metallo color argento opaco. Le vedi? Bene, quella è la Stazione del Cinema! Qui e solo qui sono stati investiti i soldi. Per la Piroga, invece, dovresti tornare al mio primo consiglio e chiedere lumi a tua sorella perché prima che lasciassimo il Comune ottenemmo l’impegno, da parte della Sovrintendenza, a finanziare il restauro del monossile millenario e risistemare il museo per poterlo poi, finalmente, aprire (si parlò di una somma, intorno ai 300 mila euro, che la Sovrintendenza si sarebbe impegnata ad inserire nel piano triennale delle opere pubbliche. Certo, occorre star dietro agli uffici della Sovrintendenza quindi lasciar perdere le danze degli Assessori e dei capo area e smetterla di fotografare tombini ed erbacce, ma è una cosa che si può fare, non è difficile).

Caro Ivan, ti invito (ci provo) a fornire un servizio ancor più utile alla cittadinanza, sostituendoti all’Amministrazione, che ancora aspetta la tanto decantata “trasparenza” e non sa nulla delle cose importanti che accadono dentro il Palazzo dorato (però è informata quotidianamente dello spostamento di sanpietrini). Sollecita, indaga, pungola l’attuale Amministrazione affinché si attivi con la Sovrintendenza per l’ottenimento delle somme e procedere a sistemare la Piroga ed il Museo.

Nel merito dello stato attuale della Piroga e dell’area che la ospita non posso entrare perché non sono informato, spero ci pensi la Dott.ssa Vanessa Roghi che ha seguito la vicenda per anni.

Il buon Ivan, volpone (oh, non ti offendere, è in tono simpatico), ci riprova poi con la questione concernente l’altra bufala pubblicata un po’ di tempo fa e relativa al “raddoppio della tariffa relativa la manutenzione” degli impianti di trattamento acqua di Ponton dell’Elce. Più volte ho replicato a questa fandonia, ma evidentemente non mi spiego bene. La faccio semplice: nella determina con la quale il Responsabile dell’Area affidò la gestione di suddetto impianto, l’importo riportato nelle premesse e apparentemente dovuto per la manutenzione, costituisce un refuso. Difatti, come chiarito nel dispositivo della stessa, la manutenzione dell’impianto era una “prestazione gratuita per il primo anno” (periodo Ottobre 2014-Ottobre 2015). [Nota: è nell’atto dispositivo che prende sostanza la Determina, le premesse – importanti, per carità – servono per ricostruire tutto l’iter che è essenziale se si vuole comprendere il perché si giunge al “dispositivo”. Nello specifico si giunse alla “gratuità” della manutenzione grazie alla nota del Gruppo Zilio n. 24429 del 22.10.2014 in risposta ad una richiesta del Comune. Sarebbe bastato approfondire …].

Quindi il primo anno di manutenzione non costò 0,083 euro/mc bensì 0,00 euro/mc!

Ecco il Dispositivo della Determina a contrarre: “Di procedere all’acquisto dell’unita mobile di trattamento acqua impianto di potabilizzazione sita in loc. Ponton dell’Elce dal Gruppo Zilio s.p.a. unipersonale avente sede in Via Ferrarin n. 73, Cassola (VI), con un anno di gestione gratuita compresa e disponibilità a scontare i canoni di noleggio fino al mese di luglio c.a. compreso per un importo da corrispondere di € 276.000,00 (con detrazione dall’importo di € 36.000,00 di canoni già fatturati e non pagati da scomputare con emissione di note di credito)”.

Successivamente fu fatta una seconda Determina che copriva il periodo Ottobre 2015 – Aprile 2016 nella quale fu stabilito che “che nelle more di una procedura di appalto di gara” l’Amministrazione – nella figura del Responsabile dell’Area, non della “politica”, difatti trattasi di Determina Dirigenziale, non di Deliberazione della Giunta perché è un atto amministrativo, non di indirizzo – concordava un prezzo al mc per la gestione che, quindi, sarebbe dovuta essere “temporanea”. Proroga che fu poi ulteriormente posticipata per coprire il periodo Aprile/Giugno 2016.

Scaduta quest’ultima si sarebbe dovuto procedere a gara, il perché ciò non sia avvenuto credo vada chiesto all’attuale Amministrazione (immagino che non ti risulterà difficile avere informazioni … basta fare l’accesso agli atti) che in data 05.07.2016, con Determina n. 853, affidò nuovamente il servizio di manutenzione ancora nelle “more di una procedura di appalto di gara”, al prezzo di 0,160 euro/mc, per il periodo Luglio/Settembre 2016 (scade tra qualche giorno e della “gara” non v’è traccia).

Pensate, con un solo articolo abbiamo due smentite per altrettante “inchieste” a firma della famiglia Galea che, dichiara, “nonostante i legami famigliari, il giornale sta sollevando anche questioni relative alla nuova amministrazione pentastellata in nome proseguendo il cammino di coerenza e indipendenza iniziato anni fa”. Chissà, magari hanno ragione loro e sono io che invece noto una linea editoriale politica. Ma ognuno ha le sue idee.

Nella sua conclusione, Ivan, si fa poi prendere la mano e scrive che i politici “hanno delle responsabilità e devono rendere conto a chi li ha votati di come vengono utilizzati i soldi pubblici”. Questo è vero. Ma è altrettanto vero che nell’etica del giornalista c’è scritto che, cito: la tutela della persona umana e il rispetto della verità sostanziale dei fatti … l’esercizio delle libertà di informazione e di critica ancorato ai doveri imposti dalla buona fede e dalla lealtà … il dovere di rettificare le notizie inesatte. La pubblicazione della rettifica è un obbligo di legge (art. 8 legge 47/1948 sulla stampa), ma sul piano deontologico il giornalista deve provvedervi autonomamente senza attendere l’impulso della parte lesa dalla diffusione di “notizie inesatte”.

Visto l’invito, infine, che mi viene rivolto (cito: Basta essere trasparenti e passa la paura), raccolgo ulteriormente la sfida (nessuno lo è stato come me in 5 anni di mandato) e con lo stesso spirito, visti i due grossolani errori commessi (Stazione del Cinema e manutenzione impianti trattamento acqua) e visti i principi contenuti nell’etica del giornalista, sono certo che compariranno spontanee smentite sul giornale della famiglia Galea, questa si sarebbe una dimostrazione di “imparzialità”.

Attendo fiducioso.

Enrico Stronati

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